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UNA CASA PER TUTT* - MA PER TUTT* DAVVERO!

(Volantino distribuito al presidio sotto al comune dio Forlì sabato 2 febbraio 2019)

   IL PROBLEMA DELLA CASA È DILAGANTE, sempre più persone – nate in Italia o meno, tutte accomunate dall’essere in condizioni di povertà – sono sottoposte a sfratti e pignoramenti perché non riescono a pagare l’affitto e le imposte.
 Oggi, per di più, con il nuovo decreto sicurezza del governo in carica, migliaia di persone già in difficoltà vengono sbattute in strada in seguito alla cancellazione della protezione umanitaria e della residenza anagrafica per i richiedenti asilo.
 La povertà, invece che essere affrontata come un problema politico-sociale, viene trattata come un crimine, una malattia e/o una colpa da cui l’unica redenzione possibile è un percorso di “reinserimento” sotto il costante controllo dell’assistente sociale di turno, e spesso attraverso l’obbligo di tirocini lavorativi mortificanti e sottopagati.
Nondimeno di povertà c’è chi ci muore, come Franco Lotti e Imo Obinna: due nomi tra tanti.
 Tutto ciò è il risultato delle politiche di disuguaglianza sociale messe in atto da questo cinico sistema economico e dai suoi promotori.
 Neppure chi abita in case popolari è immune dal progressivo peggioramento della propria vita: rialzo degli affitti, deterioramento degli alloggi, manutenzioni inesistenti, svendite del patrimonio pubblico da parte dei comuni per fare cassa.
 Anche a Forlì la situazione resta grave. PIÙ DI 850 NUCLEI FAMIGLIARI ASPETTANO DA ANNI UNA CASA POPOLARE, MA IL COMUNE NON HA EMESSO UN SOLO BANDO PUBBLICO DAL 2013!
 L’unica soluzione proposta è sempre e solo quella dei dormitori gestiti dai soliti enti confessionali, foraggiati coi soldi pubblici, che con le loro regole restrittive (posti esigui, mancanza di privacy, limiti di orario e tempi di permanenza) non si può certo dire rispettino le reali esigenze dell’individuo.
 Nonostante questo, il Comune di Forlì sbandiera come un enorme risultato provvedimenti tampone come l’apertura temporanea della sala d’aspetto della stazione (ora nuovamente chiusa) o l’aver risolto pochissimi casi specifici. In periodi come questi, poi, con le elezioni ormai alle porte (maggio), il dibattito sull’emergenza abitativa viene usato strumentalmente da ogni partito per fare campagna elettorale e successivamente abbandonato non appena terminata quest’ultima, ripiombando nell’oblio.
 Eppure il bilancio economico del Comune di Forlì è in positivo e quindi i soldi per sistemare e dare le case a chi ne ha bisogno ci sarebbero! Ma SI PREFERISCE INVESTIRE QUESTI SOLDI IN MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO E VIDEOSORVEGLIANZA PIUTTOSTO CHE IN WELFARE.
 Questa non è una svista ma una chiara scelta politica!
 Di fronte al disinteresse delle istituzioni per questo serio problema, e di fronte all’inumanità e alle lentezze della burocrazia, per ottenere perfino i diritti minimi le persone non hanno altra strada che fare pressione, alzare la voce e quindi rendere visibili le contraddizioni interne alla società odierna.
 Ci sono vari modi per farlo, tra questi: protestare, dormire di fronte al Comune, od anche occupare le innumerevoli case sfitte e abbandonate,
che sono ben 7 milioni in Italia.
 I diritti di cui parlano, finché rimangono principi astratti, per loro sono solo carta straccia.
 Per questo È IMPORTANTE LOTTARE E ORGANIZZARSI autonomamente, per ottenere semplicemente ciò che come esseri umani ci serve per vivere!
 Una di queste è la casa!

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